Dicembre 5, 2019

Lucifer, il principe del libero arbitrio

Lucifer

Per Spinoza la morale è una creazione umana e in quanto tale è sempre mutevole. L’unica cosa che può fare l’uomo è comportarsi assecondando il  “conatus essendi”, e cioè  assecondando i propri desideri e le proprie passioni senza però permettere a queste di prendere il sopravvento.
È proprio questo che attua Lucifer nell’omonima serie, antieroe spinoziano per eccellenza che ha il coraggio di “ribellarsi” ai dogmi impostigli dal padre e dalla società che lo circonda per assecondare il suo istinto e poter così usufruire del suo libero arbitrio, in nome del quale rinuncia alle sue ali e al suo posto d re degli inferi.
Il personaggio di Lucifer è un personaggio molto complesso dal punto di vista psicologico, il suo superpotere è il desiderio: riesce a comprendere i desideri di chi lo circonda e a far sì che le persone li assecondino senza farsi influenzare dalle inibizioni e dai vincoli imposti dalla società.
Questo però non fa di lui il “cattivo” della serie, Lucifer è infatti  in grado di far cadere le maschere indossate dalle persone che lo circondano, ma non ha alcun potere su di esse, e per tanto non può influenzarle né positivamente né negativamente, può solo spingerle ad essere ciò che si nasconde al di sotto della superficie.
Proprio per questo si sente frustrato dal fatto che tutti continuino a considerarlo responsabile delle cattive azioni compiute sulla terra.
Lui non è il male, è il punitore dei mali, e non per sua scelta.
In realtà è fortemente ostile alle ingiustizie e alle menzogne, non riesce a capire come possano fare alcuni umani a comportarsi con tanta meschinità o a porre fine alle vite di altri individui senza farsi scrupoli, solo per un tornaconto personale, proprio per questo sulla terra sceglie di collaborare con la polizia per poter continuare a punire i colpevoli, anche se in modo diverso
In sintesi Lucifer riunisce in sé tutte le fragilità che lo rendono più umano di molti altri che lo sono per natura, è un personaggio insicuro e sensibile che si nasconde dietro la maschera di narcisista ironico ma che in realtà non riesce ad accettare il male che lo circonda e ne soffre profondamente. 
È bello, ricco, affascinante e apparentemente senza scrupoli, ma in realtà è molto vulnerabile e questo è quello che più lo spaventa. Sa di essere debole e per paura di soffrire ancora si nasconde dietro le droghe, il sesso e l’alcol, cercando distrazioni che non gli facciano affrontare la dura realtà dei fatti. 
Potremmo paragonarlo molto all’inetto di Zeno, soprattutto per il rapporto di amore-odio che ha con il possente padre, ma anche per il desiderio di nascondersi dietro una maschera e per la paura di assumersi responsabilità che ritiene di non poter sostenere. 
Nella serie il bene si rivela come un’imposizione autoritaria di un padre completamente assente e una negazione di altri modi di essere e di pensare; mentre il male è associato al principio laico del libero arbitrio che permette di esprimere liberamente la propria individualità, di cui si fa portavoce Lucifer, che non è un angelo caduto perché sia realmente malvagio, ma solo perché si è rifiutato di vivere seguendo un progetto minuziosamente creato per lui da un’altra persona, che non si è mai preoccupata di averci un reale dialogo  per capire cosa ne pensasse, ma si è limitata ad imporgli un determinato modus operandi, e quando questo non ha voluto seguirlo  lo ha cacciato via relegandolo per sempre all’inferno e denigrando la sua immagine agli occhi di tutti. 
Lo steso Lucifer a causa della sua reputazione pensa di essere nocivo per tutti quelli che gli stanno attorno, non riesce a comportarsi nel modo giusto pur sforzandosi di farlo e questo lo porta talvolta ad impersonificarsi realmente nel personaggio che gli altri hanno creato per lui, sentendo l’insostenibile  peso delle contraddizioni insite nella sua anima. 

Annalisa Di Lorenzo

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