18 Giugno, 2020

TUASORELLAMINORE: L’EVOLUZIONE COMPORTA SACRIFICIO

Tuasorellaminore è l’Oriente che si unisce all’Occidente. È il profano che si mischia al sacro, il visibile all’occulto. È la bambina strana che dicevano sembrasse una zingara. È la femminilità nascosta nel lato più maschile. È il diverso, l’emarginato che ha voglia di sentirsi protagonista. È l’esigenza di emanciparsi dalle abitudini. È la risposta che non ti aspetti.

Di seguito l’intervista:

Da dove nasce il tuo nome d’arte e come mai la scelta di nascondere totalmente la tua identità?

Mia sorella minore è la persona a cui tengo di più nella vita. Mi ha sempre dato degli spunti per affrontare ogni cosa con determinazione e coraggio. Come sorella maggiore sarei dovuta essere io il suo punto di riferimento ed invece è stato il contrario. Ad ogni modo questo nome è nato un po’ per caso, un po’ per gioco, un po’ perché questo progetto è nato insieme a mia sorella minore appunto. Rispondendo invece al perché nascondere la mia identità direi perché l’identità di ciascuno di noi comprende un’infinità di cose e strutture a volte inutili, superflue, che distolgono l’attenzione da quello che siamo e dalla nostra essenza. Tuasorellaminore è solo Tuasorellaminore: una ragazza che scrive canzoni e che vuole mostrare solo gli aspetti più essenziali e profondi di sé. 

Hai iniziato a cantare e scrivere canzoni sin da piccola. Hai sempre saputo che questa sarebbe stata la tua strada? C’è qualcuno o qualcosa in particolare che ti ha ispirato la passione per questo mestiere?

Scrivo canzoni da quando ero piccolissima, ho sempre saputo che la musica per me era tutto ma non sapevo dove la vita mi avrebbe portato. In effetti non lo so nemmeno adesso dove mi porterà. So solo che mi sono sempre dedicata alla musica che è forse la mia unica certezza ed ho intenzione di continuare a farlo. Non so se mi abbia ispirato qualcosa in particolare, però come si può non desiderare di scrivere una canzone quando ti senti incompresa, esclusa, rifiutata da un ragazzo, quando per strada cammini tra tante persone eppure ti senti sola, quando un barbone dorme sotto casa tua, o quando passi una sera felice insieme a qualcuno, quando tuo nonno ti guarda con amore, quando senti l’odore del mare? Tutto quello che vivo mi ispira da sempre e mi porta a scrivere canzoni. 

Tuasorellaminore è il diverso, l’emarginato che ha voglia di sentirsi protagonista – racconti. Non potrebbe esserci definizione più attuale visto il momento storico che stiamo vivendo, in cui i concetti di uguaglianza e diversità sono al centro di proteste e dell’attenzione pubblica. Cosa pensi a riguardo?

Io mi sono sempre sentita emarginata e sin da piccola non ho mai avuto un gruppo mio di amici perchè dicevano che ero strana, mi chiedevano se ero maschio o femmina, poi a me non piacevano i bei vestiti, avevo i capelli sempre spettinati e dicevano che ero una zingara, che non ero italiana, che ero brutta e sporca. Sono stata bullizzata da piccola, da adolescente, da adulta e con Tuasorellaminore affermo con orgoglio la mia diversità ed ho smesso di soffrirne. Ed io credo che tutti noi abbiamo qualcosa di speciale che ci differenzia gli uni dagli altri ma per qualche motivo passiamo la vita a cercare di somigliare a qualcosa che già esiste. Credo che invece di guardare il nero, il trans, il disabile il come il diverso dovremmo pensare che lo siamo anche noi, e l’uguaglianza ci sarà solo quando capiremo di essere tutti diversi e quindi tutti insostituibili, tutti fondamentali gli uni per gli altri.

Morfina è il tuo secondo singolo e racconti tu stessa che è nata pensando alla cieca frenesia del mondo – ed è quindi – bisogno di fermarmi, di guardare altrove. Come pensi debba reagire oggi l’essere umano dinanzi alla fretta di evolversi continuamente e percorrere nuove strade?

In realtà Morfina è il mio primo singolo. Ouverture è la traccia che introduce il progetto ma non è una canzone vera e propria, è più uno strumentale di apertura di un disco. Io credo che l’essere umano sia portato a guardare sempre in avanti, è proiettato verso il futuro e verso il progresso. Questa reazione è molte volte dettata da un impulso naturale o da un’esigenza. Poi è anche giusto e bello percorrere nuove strade, rinnovarsi e lo facciamo senza rendercene conto perché la persona che sei oggi è diversa da quella che eri ieri ma è anche il frutto di ciò che sei stato. Non c’è fretta di evolversi però perché tutto accade molto naturalmente ed inesorabilmente e la frenesia è il cancro di oggi perché ci fa perdere di vista il motivo per cui stiamo percorrendo una strada. 

All’interno del testo di Morfina ci sono molti riferimenti alla tecnologia che sicuramente contribuisce a rendere la nostra società sempre più veloce, alimentando il costante bisogno di apparire più che essere. Quanto pensi che questo, a lungo andare, possa incidere sui rapporti umani?

Questo cambiamento dettato dalla tecnologia ha già fortemente influenzato le nostre relazioni facendo emergere tratti molto superficiali dell’essere umano. Ha altresì portato ad una vicinanza seppur forse fittizia tra culture lontane per cui è più facile entrare in contatto con diversi mondi. L’evoluzione di per sé comporta un sacrificio ed il prezzo da pagare per essere tutti così vicini e facilmente raggiungibili grazie ai social per esempio è un paradiso di solitudine emotiva. 

Consiglia ai nostri lettori un brano o un artista che ammiri particolarmente in questo periodo.

Consiglio di ascoltare Oh my God di Sevdaliza, una cantautrice iraniana che scrive in modo molto sincero ed irriverente e che mi ispira sempre moltissimo. 

Parole Indie

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