Novembre 30, 2021

Alessandra Rugger si racconta – “Settembre” il nuovo singolo

Il 29 settembre è uscito “Settembre” il nuovo singolo di
Alessandra Rugger, una dedica a suo padre. Una ballad che si
muove in un sound pop folk che racconta il complicato
rapporto con i nostri genitori e in particolare quel momento in
cui ci stacchiamo da loro per diventare grandi. Il brano è
accompagnato da un videoclip realizzato da Giacomo Ligi.

“Settembre” è quel momento in cui perdoniamo i nostri
genitori. Non è facile essere una mamma o un papà. Si fa del
proprio meglio, ma si rischia spesso di condizionare troppo i
figli mettendo sulle loro spalle il peso delle aspettative. Il nuovo
brano di Alessandra Rugger è una presa di coscenza
dell’impegno che ci hanno messo i nostri genitori e un
perdonare tutti quegli errori fatti in buona fede, ma che ci
hanno pesato così. tanto.

Ciao Alessandra, abbiamo ascoltato il tuo brano “Settembre”. Una dedica a tuo padre. Iniziamo da qui, come ha reagito tuo padre quando ha ascoltato il pezzo? E tua mamma?

Mio padre, è stmpre stato di poche parole ed emotivamente un po ermetico, mi abbracciato forte e mi ha sussurrato all’orecchio “grazie”, mi mamma è scoppita a piangere , commossa dalla musica e dalle immagini del video, ha riconosciuto da subito la sincerità con cui avevo scritto questo brano e ci siamo abbracciate forte.

Come è nato questo brano? Cosa ti ha spinto verso la sua creazione?

É nata prima la musica e poi le parole, coincidenza ha voluto che “SETTEMBRE” diventasse il primo brano scritto con la chitarra e che questa chitarra mi fosse stata regalata pochi mesi prima da papà. È un brano catartico uscito fuori dopo anni di lavoro su me stessa, sentivo il bisgono di mettere un punto rispetto alla relazione con lui, e accettare il suo modo di essere talvolta così diverso da me, altre volte così simile.


Come ti sei avvicinata alla musica?

La musica c’è sempre stata nei momenti belli con la mia famiglia, la mia mamma cantava spesso quando ero piccola, ci aveva comprato tutte le musicassete dello zecchino d’oro, la domenica si ascoltavano I dischi dei Dire staits, Spandau Ballet, I police, Claudio baglioni, Ranato Zero, ai compleanni c’era sempre papà che accompagnava il “tanti auguri” con la chitarra, insomma la musica era sempre una gradita compagna nei momenti felici e probabilmente questo “imprinting” mi ha spinto a cercarla e volerla con me anche “da grande”.


Come hai vissuto e come stai vivendo la pandemia?

É stata dura emotivamente, e nel vivere la socialità mi sento ancora tanto condizionata. Sto male in luoghi parecchio affollati e che non ripettano le norme di sicurezza. D’altro canto mi sento di dire che è stata un occasione per metterci alla prova da  tanti punti di vista: interpersonale, emotivo, logistico in casa e fuori, ad esempio il rapporto con mio marito  si è evoluto parecchio poichè ci siamo trovati a vivere e dover gestire casa, lavoro, prole e relazione veramente a pieno e senza “vie di fuga”, questo ci ha permesso di settarci ancora di più sul “fare insieme “ e l’uno per l’altra.


Prossimi progetti?

Adesso mi sto dedicando pienamente alla mia famiglia e alla mia bimba nata 5 giorni fa. Ultimamente ho scritto diversi brani nuovi e sto lavoranto al mio prossimo singolo, fermo restando che appena possibile tornerò a fare dei live. Vi confesso che non vedo l’ora di sentire di nuovo il calore del pubblico dal vivo.

La Redazione

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