Novembre 22, 2020

CONCEDIMI È IL NUOVO BRANO DI MATTEO ROMANO

Aspettare sul ciglio della porta una persona che non arriva e vedere le illusioni crollare davanti a sé come castelli di sabbia. L’orizzonte di attesa di Matteo Romano viene tradito nel suo nuovo brano, “Concedimi“, ma questo non lascia spazio alla disillusione o al cinismo.

Il protagonista, pur sapendo di essere implicato da solo in una “lotta contro i mulini a vento” non vuole rinunciare a quell’amore solo idealizzato che è di fondamentale importanza, e chiede, nonostante tutto, “un ultimo ballo, un’ultima ora con l’ultimo sole, per l’ultima volta” che non sarà mai realmente l’ultima e che, proprio come l’ultima sigaretta di Zeno, si configura solo come un’autoinganno volto ad enfatizzare il desiderio, massimo in tutte le ultime volte. Il rapporto amoroso è vissuto come una partita a scacchi in cui lo scacco matto spetta sempre all’avversario e consiste nell’eterno ritorno verso una “situazione di stallo” che impedisce ai sentimenti di progredire verso uno stato stabile che permetta l’abbandono di ogni paura e il sapersi riconoscere in quei silenzi di mille parole tipici degli amanti, in grado di comprendersi con un solo sguardo. Tutto questo porta l’io narrante a paragonare quella storia ai discorsi a metà o ai viaggi senza meta, quelli che sembrano non avere un reale senso e dai quali non si sa cosa aspettarsi, ma che tuttavia rimangono forse le esperienze più interessanti, proprio perché non riescono a cristallizzarsi e a definirsi per poi diventare dei cliché. 

Una punta di realismo sembra intravedersi solo alla fine del brano, in cui l’artista rivela la vanità di ogni suo sforzo attraverso diverse domande retoriche: “Ma alla fine cosa resta, ma alla fine cosa sei?Ti ho cercato senza sosta, ma alla fine dove sei?Ma alla fine cosa resta?Se tu non mi guardi mai?

Anche se a prevalere è ancora una volta l’irrazionalità tipica di chi ama, ancora pronto a dire “Ti aspetto“.

Annalisa Di Lorenzo

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