Aprile 30, 2020

BENEDETTA RAINA: FRAMMENTI E FOTOGRAFIE DELL’ADOLESCENZA

Quante canzoni raccontano di amori e delusioni? Tantissime, forse la maggior parte. Perché quando soffriamo per la fine di un amore sentiamo forte e chiaro quel dolore, come fosse un proiettile dritto nel petto. Quando finisce un’amicizia, invece, si innesca una sofferenza più a lento rilascio, che pesa ogni giorno un po’ di più. Ne parla Benedetta Raina nel suo Ep d’esordio Frammenti.

Di seguito l’intervista:

Hai iniziato il tuo percorso artistico scrivendo brani prima in inglese e poi in italiano. Come e perché è avvenuto questo passaggio? Eri pronta ad abbandonare l’involucro di una lingua   straniera e metterti a nudo completamente?

Ho iniziato con l’inglese perché, soprattutto nella prima parte della mia adolescenza, ho basato i miei gusti musicali esclusivamente su artisti esteri. Solo negli ultimi due anni mi sono avvicinata alla scena alternativa/indie italiana, che ho scoperto essere un mondo unico e bellissimo. Ammetto che comunque, quella di proseguire il mio percorso in italiano, sia stata anche una scelta dovuta alla convenienza: in Italia è molto difficile sfondare, figuriamoci in inglese. Per ora sono un po’ scesa a questo compromesso ma nulla esclude che in futuro possa far uscire musica in inglese, o perché no, anche mista.

Frammenti è il tuo Ep di esordio, un mosaico di esperienze relative a diversi momenti della tua vita, che ti rendono la persona che sei oggi. Raccontaci come nasce e qual è stata la sua evoluzione.

FRAMMENTI, è una collezione di fotografie, una serie di momenti distinti e distanti della mia adolescenza. Basta non è stato solo il primo singolo, quello che mi ha affacciato al mondo della musica, ma è anche la prima canzone che ho scritto interamente in italiano. Risale al 2017, quando avevo solo 16 anni, inutile dire che di cose ne sono cambiate da allora. Nell’EP raccolgo varie versioni di me stessa, personalità che magari neanche più mi rappresentano: credo sia questo il bello dell’adolescenza. Imperfetta, di cui magari ci vergogniamo, ma naturalmente sincera.

A quali artisti o situazioni ti ispiri per la stesura dei tuoi brani?

Essendo un’avida ascoltatrice sono un po’ una spugna: se mi fisso su un nuovo artista voglio temporaneamente diventarlo. Negli anni ne ho passate di fasi e di ossessioni musicali, che ho incorporato per far uscire quello che è il mio io artistico. David Bowie diceva che il miglior artista è quello che sa rubare meglio; mai stata più d’accordo con una frase. Non siamo altro che il frutto delle nostre ispirazioni.

Nell’Ep si parla spesso di delusioni soprattutto nell’ambito delle amicizie. Come affronti oggi la rottura di un rapporto?

Nel 2020 le amicizie, come qualsiasi altro rapporto, sono più fraintendibili che mai. L’ho provato sulla mia pelle quando ho rivalutato completamente una persona con cui ero molto amica. A volte si crede di conoscere qualcuno e poi ti stupiscono mostrando quanto sono immaturi, e grazie ai social, oggi è più facile che mai. Frecciatine sulle storie di Instagram, TikTok minatori, per quanto io stessa stia ridendo a citare queste cose. Sembra assurdo ma ci sono persone che gestiscono i rapporti così.

Questo Ep è l’inizio di un grande viaggio. Qual è la tua ambizione più grande nella vita? Come e dove ti immagini tra dieci anni?

La mia ambizione più grande nella vita, è quella di trovare sempre la forza per andare avanti con serenità. In musica, vorrei poter arrivare a fare un Concept album, fatto come si deve. L’arte migliore è quella che fa sentire personalmente coinvolti, e a mio parere il modo migliore per farlo in musica è creare un mondo che solo qualcuno sarà disposto a capire.

Parole Indie

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