Settembre 30, 2020

Come la luna – Management

Lo scorso novembre i Management pubblicavano “Come la Luna“, un testo di una profondità disarmante che ruota intorno al dramma di un soggetto femminile, oggetto di violenze da parte della persona che ama. Il brano procede per immagini che si figurano vivide davanti agli occhi dell’ascoltatore: c’è una stanza buia e solitaria all’interno della quale si trova una piccola donna, fragile e piena di segni, troppo stanca per poter ancora piangere, umiliata al punto da non riconoscere più a se stessa la facoltà di provare sentimenti, chiusa in un dolore troppo a lungo trattenuto che ha finito per disumanizzarla portandole via il calore tipico del grembo materno e trasformandola quasi in un cratere.La spersonalizzazione del soggetto raggiunge l’apice nel momento dell’immedesimazione con il paesaggio notturno e più in particolare con la luna, signora solitaria di una misteriosa bellezza, inafferrabile e fredda, disumana perché troppo umana per essere compresa. Sembra non esserci più speranza per chi ha dovuto sopportare tanto dolore e ha finito per “bastarsi” perdendo la fiducia nell’essere umano e di conseguenza in quel sentimento che l’aveva costretto a subire azioni tanto meschine: L’amore.Un amore che non è amore perché ha provocato la morte dell’animo, un amore che era solo possesso e che ha spento gli occhi di chi ci aveva creduto, un amore che ha spinto una donna a trasformarsi in macchina e a rifiutare anche la sola possibilità di poter avere un “angelo custode” mostrandosi vulnerabile ancora una volta agli occhi di qualcuno. Straziante è l’ultima strofa introdotta dal “se” volto però a marcare la possibilità di una speranza, di una redenzione dalle tenebre per la protagonista, la quale ha in realtà solo bisogno di essere stretta forte con calore umano per non pensare alla morte, la quale ha solo bisogno di ciòche rifiuta perché non ha potuto conoscere.

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